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25 luglio 2016

La Chiesa di Tuttology




















Parlano al sicuro nei loro bastioni
annusando dalle feritoie
libri e polvere da sparo
i bombaroli della domenica
avvezzi alla cultura del Cucuzzaro

Parlano i soliti colti
vescovi della Chiesa Egocentrica
intellettuali della loggia
esperti del bel tempo
e della pioggia
opinionisti da loggetta
botanici della flora
tra Marineo e Bolognetta

I vescovi di Tuttology
dispensano opinioni
da saggi archeologi
fanno riemergere la cultura locale
sopra le teste di muro 
ormai andate a male

Sanno di arte, di musica e religione,
sanno valorizzare chi suona l'ottone
esperti di attualità
operatori di solidarietà
esperti di mafia locale
e di quella capitale

Mi interrogo sul quando
siffatti opinionisti
trovino tempo.....
su che lavoro fanno
le arche di scienza
da dedicarsi con affanno
all'ambita conoscenza

Vite tranquille
nel paese amato e caro
nei castelli restaurati
dove c'è tempo e danaro
per diventare acculturati

Tra neri d'avola
e parole a matula
dormono i vostri giorni
come il mosto nelle botti
fa fresco e il discorso si fa bello
ma il vino si è guastato
per il troppo surfarello.

(Ezio Spataro)





22 luglio 2016

Rigurgito

Paul Valerì

















Metti una riflessione di Paul Valerì
un impiegato di banca
buttarla un po lì

Metti un emigrante uscire dal fosso
la voglia mai sopita
di scriversi addosso

Metti un musicista moderato
l'adagio andante
di un dizionario pedante

Metti un poeta fallito
il suo riemergere
da un utero infinito

Metti una donna speranzosa
che sogna un medioevo
da nome della Rosa

Metti un esperto bombarolo
tra futuri culturali
e "cui prodest" al tritolo

Metti un network sociale
un rigurgito di insulti
da rancore digitale

Metti un eminente cattedrato
gli studi e iniziative
di un tempo passato

Metti un abile puparo
lo scrivere sui fatti
di tutto il Cucuzzaro

Emergono spaccati
protagonismi
un po troppo alimentati

il cosa dissero, il cosa fecero
un rigurgito
da protagonismo becero.

(Ezio Spataro)

7 marzo 2016

In utero
























Uteri elettronici
alle fermate della metro
monetine sonanti
scendono sull'esofago
dell'abominio automatico
vite umane selezionate
merende del languore pomeridiano
nel meriggio dell'umana ragione

Infinocchiati dalla moderna morale
piangono i nuovi pargoli
gli autoinseminati del nuovo mondo
protetti da eroi
come Gano di Magonza
figli concepiti
da una cultura stronza

Nel Nirvana mediatico
di un nuovo sessantotto
si progettano innocenti
con le armi di un nuovo diritto
vita e morte
una questione di leggi
uteri in affitto
nella ditta dei noleggi
vite ordinate
sugli e-commerce di Magonza
provette consegnate
dai corrieri di Amazon

Culture emancipate
sui marciapiedi del terzo millennio
dove le meretrici
vendono il frutto del ventre
giungono dal nord europa
cognizioni di un pensiero moderno
pensieri forgiati all'inferno
sputi sull'ecce homo
evaporati nell'intenso fumo

la legge dell'ignaro gregge
fa avanzare il lupo non visto
si azzanna il principio divino
si indora il vitello dell'Io
cultura iconoclasta
che sogna di uccidere Dio
missione del lupo non visto
nell'avvento dell'Anticristo

(Ezio Spataro)

17 febbraio 2016

Lupanare



















Un lupanare di moderne fiabe
sinossi e canovacci
strozzano i virgulti di Hanzel
i rampicanti di Gretel
bruciano le case di marzapane
nella Gerusalemme glassata

Urine fuori bersaglio
grondano dai vasi patinati
gocce di frivolezza
nelle cloache culturali
del vernissage avanguardistico
tratti insipidi dell'artistoide
pennellate new age da salare
colpi di frusta sulla tela
un dipingere forte
le cinquanta sfumature di Narciso

Congedati gli adetti al catering
si scopano le briciole del vernissage
antichi mulini glamour
continuano a macinare
il mito del duca bianco
l'abominio dell'adozione gay
giunge ad una maturazione rock on

Un lupanare di lupi
escrementa sulle tombe
dell'era cristiana
segno dell'acquario che governa il pesce
new age di deliri zodiacali
un vento laico esoterico
avvelena i Venerabili polmoni

(Ezio Spataro)

23 dicembre 2015

Ode a Marineo






Muratori mazzìano muri
maneggiando mirabilmente mazze
muovono mastodondiche mani
mescolando malte 

Agricoltori ammatula arano
artificiosi appezzamenti agrari
attingendo aremi agli assessorati
ancora attendono
afflussi assistenzialistici

Raccoglitori rampanti
racimolano raspi 
residenti rasoterra
rintuzzando ridicolo raccolto

Imprenditori indagati
impavidi innalzano imperi
inverosimilmente ideati
incarnando italico ingegno

Narcisi nullafacenti
notificano nullatenenza
nonostante nonni nascondevano
notevole nucleo nel novero 

Empatici esemplari
esibiscono eliogrammatiche esperienze
erudita elite effonde
esemplare eloquio 
entro erette edificazioni 

Ossequianti occhi
osservano opulenza orchestrata
ordunque ordiscono
opinabili osservazioni occulte

(Ezio Spataro - dicembre 2015)









18 dicembre 2015

Contro la rima
























E' stolto l'ostinarsi a questa rima
usare come penna antica piuma
il naufragar non m'è dolce in questo mare
gli scogli irsuti del metrico poetare

aggrapparsi allo scoglio sillabico
cavalcare l'onda del verso strabico
è' questo l'orizzonte del mio mare
uccidere la rima e poi nuotare

che libera si renda la mia lingua
che il metro rigoroso si estingua
mi abbagli quel solare imperativo
di uccidere la rima e restar vivo

raggiungere una metrica moderna
svuotare di parole una cisterna
le misi tutte in rima al mio cospetto
pensando procurassero un effetto

mi affranco da un arcaico verseggiare
che rese questa lingua incenerita
la fiamma che la mise a bruciacchiare
fu quella di una rima scolorita

si attinga dal moderno un nuovo tema
che possa il vecchio metro ribaltare
comporre in libertà senza lo schema
che mise le catene al mio poetare

(Ezio Spataro)